Nata nell’ottobre del 2010 nell’ambito del progetto MiaPA, ma progettata per permettere a tutte le pubbliche amministrazioni italiane di diffondere i propri dati, la Italian Open Data Licence (IODL) esce oggi dalla fase beta con la pubblicazione della versione 1.0. La licenza, sviluppata e promossa da Formez PA, ha lo scopo di promuovere la “liberazione” e valorizzazione dei dati pubblici secondo la linea già tracciata dal Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione con la pubblicazione del nuovo Codice dell’amministrazione digitale, che all’Articolo 52 pone in primo piano la responsabilità delle Pubbliche Amministrazioni nel rendere disponibili i propri dati in modalità digitale secondo i principi dell’Open Data di origine statunitense.
Dopo la pubblicazione della prima versione beta licenza IODL il FormezPA ha aperto un gruppo di discussione con i principali esperti italiani di copyright e Open Government al fine di stabilizzare la licenza e di migliorare la sua compatibilità con le principali licenze aperte attualmente in uso. Hanno collaborato alla definizione di questa seconda release della licenza: Ernesto Belisario, Presidente dell’Associazione Italiana per l’Open Government e del Circolo dei Giuristi Telematici; Marco Ciurcina, membro del gruppo di lavoro di Creative Commons Italia; Stefano Costa, Open Knowledge Foundation Italia; Giovanni Battista Gallus, Circolo dei Giuristi Telematici; Stefano Laguardia, Circolo dei Giuristi Telematici; Federico Morando, membro del gruppo di lavoro di Creative Commons Italia e managing director del Centro NEXA su Internet e Società; Francesco Paolo Micozzi, Vice Presidente del Circolo dei Giuristi Telematici; Guido Scorza, Presidente dell’Istituto per le Politiche dell'Innovazione.
Il Gruppo di Lavoro così composto ha introdotto numerose modifiche, eliminando il divieto di riutilizzo dei dati per fini commerciali; in questo modo la IODL diviene effettivamente compatibile con altre licenze aperte come la Creative Commons, Attribuzione Condividi allo stesso modo (CC-BY-SA) la licenza Open Data Commons, Open Database License (ODbL).
Naturalmente, come ogni licenza “Open” che si rispetti, la discussione sulla IODL prosegue sulla community Innovatori PA in un gruppo dedicato in cui ognuno può proporre modifiche per le future versioni.